Al netto di IVA, oltre IVA, IVA inclusa: cosa vogliono dire e come si fa il conto

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Al netto di IVA vuol dire senza l'imposta: è l'imponibile. Oltre IVA (o + IVA) vuol dire che l'IVA va aggiunta a quel prezzo, IVA inclusa che è già dentro. Cosa dicono gli articoli 13, 16 e 18 del DPR 633/1972, le aliquote del 22, 10, 5 e 4%, i conti nei due sensi con una tabella di esempi, la differenza con il netto a pagare quando c'è la ritenuta d'acconto e l'errore di togliere il 22% dal totale.

«Al netto» toglie l'IVA, «oltre» la aggiunge, «inclusa» la contiene

Cosa vogliono dire le espressioni che trovi su preventivi e contratti, le aliquote in vigore e i due conti che bastano: per 1,22 e diviso 1,22.

Cosa significa «al netto di IVA»?

«Al netto di IVA» significa senza l'imposta: l'importo indicato è l'imponibile, cioè il prezzo della prestazione o del bene prima dell'IVA. «Oltre IVA» o «+ IVA» dice la stessa cosa dal lato di chi paga: a quel prezzo va aggiunta l'imposta. «IVA inclusa», «IVA compresa» o «ivato» vuol dire invece che l'imposta è già dentro il totale. Per passare dall'uno all'altro si moltiplica o si divide per 1 più l'aliquota: al 22%, 1.000 euro al netto di IVA diventano 1.220 euro IVA inclusa, e 1.220 / 1,22 riporta a 1.000. Il conto nei due sensi, per ogni aliquota, lo fa lo strumento per lo scorporo IVA dal totale o dall'imponibile. Le tre espressioni non sono definite dalla legge: vengono dal linguaggio commerciale e poggiano sugli articoli 13 e 18 del DPR 633/1972.

In sintesi

  • Al netto di IVA vuol dire imponibile, senza imposta: è la base su cui si calcola l'IVA (art. 13 DPR 633/1972).
  • Oltre IVA o + IVA vuol dire che l'imposta si aggiunge al prezzo, perché chi fattura deve addebitarla al cliente a titolo di rivalsa (art. 18 DPR 633/1972).
  • IVA inclusa vuol dire che l'imposta è già nel totale: per trovare il netto si divide per 1,22 (o 1,10, 1,05, 1,04), non si toglie il 22%.
  • Le aliquote sono il 22% ordinaria e il 10, 5 e 4% ridotte (art. 16 DPR 633/1972), in vigore alla data di questo articolo, 1° ottobre 2026; dal 1° gennaio 2027 le stesse misure sono all'art. 34 del testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026).
  • «Al netto di IVA» non è il netto a pagare: quello è il totale meno la ritenuta d'acconto, quando il cliente è sostituto d'imposta.

Cosa vogliono dire oltre IVA, IVA inclusa, ivato e lordo?

Dietro le espressioni c'è una regola sola: chi effettua una cessione o una prestazione imponibile deve addebitare l'IVA al cliente a titolo di rivalsa, ed è nullo ogni patto contrario (art. 18 DPR 633/1972). Per questo un prezzo si dice «oltre IVA» quando l'imposta va ancora aggiunta e «IVA inclusa» quando c'è già. Lo stesso articolo stabilisce che, per le operazioni senza obbligo di fattura, il prezzo si intende comprensivo dell'imposta. Ecco le parole che si incontrano più spesso, con lo stesso esempio al 22%.

  • Al netto di IVA, IVA esclusa

    L'importo senza imposta, cioè l'imponibile: i corrispettivi dovuti secondo il contratto (art. 13 DPR 633/1972). Esempio: 1.000 euro.

  • Oltre IVA, + IVA

    Il prezzo è al netto e l'imposta si aggiunge: 1.000 euro + IVA al 22% vuol dire che il cliente paga 1.220 euro.

  • IVA inclusa, IVA compresa, ivato

    L'imposta è già nel prezzo: 1.220 euro IVA inclusa contengono 1.000 euro di imponibile e 220 euro di IVA.

  • Lordo

    Nel linguaggio della fattura è il totale con l'IVA. Se in fattura c'è una ritenuta d'acconto, il totale del documento resta lordo e la ritenuta si toglie dopo.

  • Aliquota IVA

    La percentuale che si applica all'imponibile: 22% ordinaria, 10, 5 e 4% ridotte per i beni e servizi della tabella A (art. 16 DPR 633/1972).

  • Netto a pagare

    Non c'entra con l'IVA: è il totale meno la ritenuta d'acconto, cioè quello che il cliente sostituto d'imposta versa davvero al professionista.

Come si passa dal netto all'IVA inclusa e dall'IVA inclusa al netto?

01

Dal netto all'IVA inclusa: moltiplica

Netto × (1 + aliquota), al 22% netto × 1,22

500 euro al netto di IVA, con l'aliquota del 22%: 500 × 1,22 = 610 euro IVA inclusa. L'IVA è 500 × 22% = 110 euro. È il conto da fare quando un preventivo dice «oltre IVA» e vuoi sapere quanto pagherai.

02

Dall'IVA inclusa al netto: dividi

IVA inclusa / (1 + aliquota), al 22% diviso 1,22

610 euro IVA inclusa al 22%: 610 / 1,22 = 500 euro al netto di IVA, e l'IVA è la differenza, 610 − 500 = 110 euro. Questo passaggio si chiama scorporo: formula, versione per Excel e caso con la cassa previdenziale sono nell'articolo su la formula dello scorporo IVA con esempi.

03

Controlla il conto in avanti

Netto + IVA deve ridare il totale

Moltiplica il netto trovato per l'aliquota e somma: 500 + 110 = 610, il conto è giusto. Con importi non tondi gli arrotondamenti al centesimo possono spostare il controllo di un centesimo: non è un errore di formula.

Gli stessi 500 euro al netto di IVA, con le quattro aliquote in vigore. L'ultima colonna dice quanta parte del prezzo IVA inclusa è imposta: al 22% non è il 22%, è il 18,03%, perché l'aliquota si applica al netto e non al totale.

Aliquota IVACoefficienteAl netto di IVAIVAIVA inclusaQuota di IVA nel totale
22%1,22500,00 €110,00 €610,00 €18,03%
10%1,10500,00 €50,00 €550,00 €9,09%
5%1,05500,00 €25,00 €525,00 €4,76%
4%1,04500,00 €20,00 €520,00 €3,85%

Quale aliquota vale dipende dal bene o dal servizio: le ridotte del 4, 5 e 10% si applicano solo a quelli elencati nella tabella A del DPR 633/1972, tutto il resto va al 22%.

Netto di IVA e netto a pagare: un esempio con la ritenuta d'acconto

Quando il professionista è in regime ordinario e il cliente è un sostituto d'imposta, in fattura compare un terzo importo, il netto a pagare: è il totale meno la ritenuta d'acconto, che si calcola sul compenso e mai sull'IVA. Si chiama «netto» anche lui, ma con l'IVA non c'entra. Qui sotto un compenso di 1.000 euro, IVA al 22% e ritenuta al 20%; chi la applica, come si versa e cosa scrivere in fattura è nella guida alla ritenuta d'acconto e al netto a pagare.

1. Al netto di IVA: 1.000 euro

È il compenso, cioè l'imponibile. Su questa cifra si calcolano sia l'IVA sia la ritenuta d'acconto: 1.000,00 euro.

2. IVA inclusa: 1.220 euro

1.000 × 22% = 220 euro di IVA. Il totale del documento è 1.000 + 220 = 1.220,00 euro e resta lordo anche con la ritenuta.

3. Netto a pagare: 1.020 euro

Ritenuta 1.000 × 20% = 200 euro, trattenuta dal cliente. Al professionista arrivano 1.220 − 200 = 1.020,00 euro: più del netto di IVA, meno del totale.

Quali errori si fanno con netto, oltre IVA e IVA inclusa?

610 × 0,78 = 475,80 euro: è sbagliato, mancano 24,20 euro. Il 22% si calcola sul netto, che è più piccolo del totale, quindi toglierlo dal totale sottrae troppo. Il netto giusto è 610 / 1,22 = 500 euro.

Se il prezzo concordato è 610 euro IVA inclusa e lo si tratta come netto, 610 × 1,22 = 744,20 euro: il cliente si vede chiedere 134,20 euro in più di quanto pattuito. Prima di fare il conto, controlla sul preventivo quale delle due espressioni c'è.

Il primo è l'importo senza imposta; il secondo è il totale con l'IVA meno la ritenuta d'acconto. Con 1.000 euro di compenso, IVA al 22% e ritenuta al 20%, il netto di IVA è 1.000 euro e il netto a pagare 1.020 euro.

La rivalsa è obbligatoria e ogni patto contrario è nullo (art. 18 DPR 633/1972): un prezzo concordato tutto compreso non toglie l'imposta, la contiene. In fattura va scorporato: 1.000 euro IVA inclusa al 22% sono 819,67 euro di imponibile e 180,33 euro di IVA.

Le aliquote ridotte del 4, 5 e 10% valgono per i beni e servizi della tabella A del DPR 633/1972, e con un'aliquota diversa cambia il coefficiente: 550 euro IVA inclusa al 10% sono 500 euro di netto, non 450,82 come risulterebbe dividendo per 1,22.

Cosa fare adesso

  1. Su ogni preventivo o contratto scrivi in chiaro se l'importo è al netto di IVA o IVA inclusa, e con quale aliquota: è la riga che evita la discussione quando arriva la fattura.
  2. Se hai pattuito un prezzo IVA inclusa, trova il netto dividendo per 1,22 (o per il coefficiente della tua aliquota) e rifai il conto in avanti come controllo.
  3. Se quella cifra deve diventare una fattura elettronica, non rifare il conto a mano a ogni documento: in OreFattura gli importi si calcolano in modalità tasse incluse, con lo scorporo a ritroso dal totale concordato, oppure più tasse partendo dal compenso. È il passaggio che trovi in dalle ore lavorate alla fattura elettronica.

Domande frequenti su al netto di IVA e IVA inclusa

Sì. Tutte e due indicano l'imponibile, cioè l'importo prima dell'imposta. Nella legge si chiama base imponibile ed è l'ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti secondo il contratto (art. 13 DPR 633/1972); in fattura è la voce su cui si calcola l'IVA. Nel regime ordinario ci entrano anche le spese per l'incarico riaddebitate al cliente, mentre le anticipazioni fatte in nome e per conto del cliente ne restano fuori: la differenza è nella guida al rimborso spese a piè di lista e alle anticipazioni art. 15.

È una formula frequente in contratti e capitolati: il prezzo indicato è al netto e l'IVA si aggiunge con l'aliquota che la legge prevede per quell'operazione, cioè il 22% salvo che il bene o il servizio rientri fra quelli con aliquota ridotta della tabella A del DPR 633/1972.

Dipende. Per le operazioni per cui non è prescritta la fattura il prezzo si intende comprensivo dell'imposta (art. 18, secondo comma, DPR 633/1972). Fra imprese e professionisti si usa scriverlo: se sul preventivo non c'è, conviene chiarirlo prima di emettere la fattura.

Nessuno dei due: il forfettario non addebita l'IVA ai clienti per le operazioni nazionali (art. 1, comma 58, lettera a, L. 190/2014), quindi non c'è imposta da aggiungere né da scorporare. Come si compila quella fattura lo spiega la guida alla fattura elettronica del forfettario.

No. Dal 1° gennaio 2027 l'articolo 16 del DPR 633/1972 è abrogato dal D.Lgs. 10/2026, e le aliquote passano all'articolo 34 del testo unico IVA nelle stesse misure: 22% ordinaria, 4, 5 e 10% ridotte. Anche base imponibile e rivalsa hanno nuovi numeri, artt. 27 e 55 del testo unico, con lo stesso contenuto.

Il conto nei due sensi, senza calcolatrice

Scegli se parti dall'importo IVA inclusa o da quello al netto di IVA, indica l'aliquota e lo strumento dello scorporo ti restituisce imponibile, IVA e totale.

Aliquote del 22, 10, 5 e 4%, oppure un'altra a tua scelta.

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