Fattura elettronica forfettario: come si compila, campo per campo

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Come si compila la fattura elettronica in regime forfettario: regime fiscale RF19, aliquota zero con natura N2.2, riferimento all'articolo 1, commi 54-89, della legge 190/2014, causale di non applicazione della ritenuta, bollo virtuale oltre 77,47 euro, cassa previdenziale o rivalsa INPS. Con l'obbligo dal 1° gennaio 2024, il caso del cliente privato e un esempio di fattura con i numeri.

La fattura del forfettario non ha l'IVA, ma ha i suoi codici: RF19, N2.2 e una dicitura precisa

Dove va ogni dato, cosa scrivere in causale, quando aggiungere bollo e cassa previdenziale, e un esempio di fattura con i numeri.

Come si compila una fattura elettronica in regime forfettario?

Una fattura elettronica in regime forfettario si compila come le altre, con cinque differenze: il regime fiscale RF19 nei dati di chi emette, l'aliquota IVA 0% con natura N2.2 («non soggette – altri casi») su ogni riga, il riferimento all'articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190/2014, la causale di non applicazione della ritenuta per i professionisti e il bollo virtuale da 2 euro quando la fattura supera 77,47 euro. Se hai una cassa previdenziale o addebiti la rivalsa INPS, si aggiunge il blocco dei dati di cassa. Dal 1º gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari, a prescindere dai ricavi (art. 18 D.L. 36/2022). L'IVA non si applica, ma la fattura non è «esente IVA»: è un'operazione non soggetta, e il codice giusto è N2.2. Gli altri obblighi, dalle fatture di acquisto alla dichiarazione dei redditi, sono nella guida su cosa resta da fare a chi è in regime forfettario.

In sintesi

  • Regime fiscale RF19, «Regime forfettario (art. 1, c. 54-89, L. 190/2014)», nei dati di chi emette (specifiche tecniche della fattura elettronica, versione 1.9.1).
  • Su ogni riga aliquota IVA 0% e natura N2.2, «non soggette – altri casi»; nel riepilogo, quando c'è una natura, il riferimento normativo è obbligatorio.
  • In causale la dicitura «Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni» e, per i professionisti, quella di non applicazione della ritenuta (comma 67).
  • Bollo di 2 euro con BolloVirtuale = SI sulle fatture oltre 77,47 euro, compreso nel totale del documento.
  • Fattura elettronica obbligatoria per tutti i forfettari dal 1º gennaio 2024 (art. 18, comma 3, D.L. 36/2022). Regole verificate alla data di questo articolo, 24 settembre 2026.

Quali diciture e codici vanno nella fattura del forfettario?

I campi da valorizzare sono indicati dall'Agenzia delle Entrate nella pagina dedicata alla fattura elettronica dei forfettari; i codici del file XML sono nelle specifiche tecniche, versione 1.9.1. La dicitura sulla legge 190/2014 va nella causale, mentre il riferimento normativo del riepilogo è un campo a sé: si compilano entrambi.

  • Su ogni fattura

    Regime RF19, aliquota 0% con natura N2.2, riferimento normativo nel riepilogo e dicitura del regime forfettario in causale.

  • Se sei un professionista

    La seconda causale sulla ritenuta non applicata (comma 67) e, se c'è un contributo, i dati della cassa previdenziale.

  • Oltre 77,47 euro

    Il bollo da 2 euro: BolloVirtuale = SI nel file e i 2 euro compresi nel totale del documento.

CampoCosa scrivereFonte
Regime fiscale di chi emetteRF19, «Regime forfettario (art. 1, c. 54-89, L. 190/2014)»Specifiche tecniche 1.9.1
Aliquota IVA e natura di ogni riga0% e N2.2, «non soggette – altri casi»; la differenza con N4 e con gli altri codici è nella guida ai codici natura IVA della fattura elettronicaAgenzia delle Entrate; specifiche 1.9.1
Riferimento normativo nel riepilogoLa norma da cui deriva la natura, cioè l'art. 1, commi 54-89, della legge 190/2014, in non più di 100 caratteri: è obbligatorio quando c'è una naturaSpecifiche 1.9.1
Causale«Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni»Agenzia delle Entrate
Seconda causale, per i professionisti«Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell'articolo 1, comma 67, Legge n. 190 del 2014 e successive modificazioni»Agenzia delle Entrate
Dati bolloBolloVirtuale = SI, se la fattura supera 77,47 euroDM 17 giugno 2014, art. 6; Agenzia delle Entrate

Come si compila la fattura, campo per campo?

Per capire come fare una fattura elettronica da forfettario conviene seguire l'ordine del file: prima chi emette, poi il cliente, le righe, le causali e i blocchi che servono solo in alcuni casi. Con la procedura web gratuita dell'Agenzia delle Entrate gli stessi campi si trovano nelle sezioni «Dati della fattura» e «Altri dati», e per i forfettari c'è un template con i campi già precompilati, nel portale Fatture e Corrispettivi.

01

Dati di chi emette

Partita IVA, codice fiscale e regime fiscale RF19

Nella sezione del cedente o prestatore vanno nome e cognome o denominazione, partita IVA, codice fiscale, indirizzo e il regime fiscale RF19. È il codice che identifica il regime forfettario per tutto il documento.

02

Dati del cliente

Partita IVA o codice fiscale, e codice destinatario

Per un'azienda o un professionista servono denominazione, partita IVA, indirizzo e il codice destinatario di 7 caratteri comunicato dal cliente (per esempio ABC1234, di fantasia), oppure la sua PEC. Quando il canale di ricezione non è noto, come per un cliente privato, il codice destinatario è 0000000 (specifiche tecniche 1.9.1).

03

Righe della fattura

Aliquota IVA 0% e natura N2.2 su ogni riga

Ogni riga porta descrizione, quantità, prezzo, aliquota IVA 0% e natura N2.2. Nel riepilogo della natura N2.2 l'importo è la somma delle righe più l'eventuale contributo di cassa, l'imposta è zero e il riferimento normativo richiama la legge 190/2014.

04

Causali

La dicitura del regime e, per i professionisti, quella sulla ritenuta

Nel campo Causale va la dicitura sul regime forfettario. Chi emette come professionista aggiunge la causale di non applicazione della ritenuta: i compensi del forfettario non la subiscono (art. 1, comma 67, legge 190/2014), anche se il cliente è un sostituto d'imposta. I dati della ritenuta non si compilano e il cliente paga il totale del documento.

05

Cassa previdenziale o rivalsa INPS

Solo se c'è un contributo: aliquota IVA 0 e natura N2.2

Il professionista forfettario compila anche i dati della cassa previdenziale, come indica l'Agenzia delle Entrate: tipo di cassa (da TC01 a TC22, dove TC22 è l'INPS), aliquota, importo del contributo e imponibile su cui si calcola. L'IVA non si applica, quindi l'aliquota IVA del contributo è 0 con natura N2.2. Chi è iscritto alla Gestione separata INPS può addebitare al cliente, in via definitiva, il 4% dei compensi lordi (art. 1, comma 212, legge 662/1996): è una facoltà, non un obbligo. Tutti i casi sono nella guida sulla rivalsa INPS del 4% in fattura.

06

Bollo e totale del documento

2 euro oltre 77,47 euro, compresi nel totale

Se gli importi superano 77,47 euro si attiva la sezione Dati bollo con BolloVirtuale = SI, e i 2 euro entrano nel totale del documento. L'imposta si versa poi a trimestre: scadenze, elenchi e codici tributo sono nella guida su come si versa il bollo ogni trimestre.

Esempio di fattura elettronica in regime forfettario, con i numeri

Una web designer in regime forfettario, iscritta alla Gestione separata INPS, fattura a un'agenzia con partita IVA un progetto da 1.250 euro e addebita la rivalsa del 4%. L'agenzia riceve le fatture sul proprio codice destinatario, qui ABC1234, di fantasia. I numeri sono di esempio.

1. Riga: 1.250 euro a natura N2.2

Una riga «Progettazione sito web» da 1.250,00 euro, aliquota IVA 0% e natura N2.2. Nei dati di chi emette il regime RF19; in causale le due diciture, quella del regime forfettario e quella di non applicazione della ritenuta.

2. Rivalsa INPS: 50 euro

Nei dati di cassa: tipo TC22 (INPS), aliquota 4%, imponibile 1.250,00 euro, contributo 50,00 euro, aliquota IVA 0 e natura N2.2. Il riepilogo N2.2 somma riga e contributo: 1.300,00 euro, con imposta zero.

3. Bollo e totale: 1.302 euro

1.300 euro superano 77,47 euro: BolloVirtuale = SI e 2 euro nel totale del documento, che diventa 1.302,00 euro. Nessuna ritenuta, quindi l'agenzia paga 1.302,00 euro. Il bollo rientra nel trimestre in cui la fattura viene consegnata.

Quali errori si fanno più spesso nella fattura del forfettario?

N4 è la natura delle operazioni esenti. Quella del forfettario è N2.2, «non soggette – altri casi», perché l'IVA non si applica per effetto della legge 190/2014. Anche nel testo conviene evitare la parola «esente»: la dicitura indicata dall'Agenzia delle Entrate parla di operazione effettuata in regime forfettario.

Dal 1º gennaio 2021 nelle fatture ordinarie non si possono più usare i codici natura «padre» come N2, ma solo quelli di dettaglio: per il forfettario N2.2. Un file con il codice generico viene scartato dal Sistema di Interscambio.

La fattura elettronica è il file XML trasmesso al Sistema di Interscambio; la copia in PDF serve a leggerla. Regime RF19, natura, riferimento normativo, causali e BolloVirtuale devono stare nel file: è il file che l'Agenzia controlla, anche ogni trimestre per il bollo.

Per i forfettari l'Agenzia delle Entrate indica che nel totale del documento vanno compresi anche i 2 euro dell'imposta di bollo. Il cliente paga quindi l'importo della fattura più 2 euro, e il bollo si versa poi con le scadenze del trimestre.

Le fatture emesse da forfettario non si rifanno se nell'anno superi la soglia: restano con la natura N2.2 e la dicitura con cui sono nate. Cosa cambia da quel momento è spiegato nell'articolo su cosa succede alle fatture se superi il limite.

Quali obblighi ha la fatturazione elettronica per i forfettari?

La fatturazione elettronica per i forfettari è obbligatoria dal 1º gennaio 2024 per tutti, anche con ricavi bassi (art. 18, commi 2 e 3, D.L. 36/2022): le fatture si emettono in formato elettronico, numerate, e passano dal Sistema di Interscambio. Il regime forfettario alleggerisce gli adempimenti IVA che vengono dopo l'emissione, ma non li toglie tutti: alcuni restano, soprattutto sul lato degli acquisti.

  • Registri e dichiarazione IVA

    Esonero dalla registrazione delle fatture emesse e degli acquisti, dalla liquidazione e dal versamento dell'IVA e dalla dichiarazione annuale IVA (art. 1, comma 59, legge 190/2014).

  • Fatture di acquisto da conservare

    Le fatture e i documenti di acquisto e le bollette doganali di importazione restano da conservare: sono l'eccezione all'esonero dalla tenuta dei documenti (circolare 32/E del 5 dicembre 2023).

  • Acquisti esteri e inversione contabile

    L'esonero dal versamento dell'IVA non vale per gli acquisti dall'estero e per quelli in reverse charge: la fattura ricevuta si integra e l'IVA si versa, senza detrarla.

Cosa fare adesso

  1. Apri l'ultima fattura che hai emesso e controlla il file, non solo il PDF: regime RF19, aliquota 0% con natura N2.2 su ogni riga, riferimento normativo nel riepilogo, le causali e, sopra 77,47 euro, BolloVirtuale = SI con i 2 euro nel totale.
  2. Imposta questi dati una volta sola nello strumento che usi. In OreFattura, con il regime forfettario nel profilo di fatturazione, le fatture escono con natura N2.2 e il riferimento normativo alla legge 190/2014, la causale di non applicazione della ritenuta, il bollo virtuale di 2 euro applicato in automatico oltre 77,47 euro (l'automatismo si può spegnere) e, se c'è un contributo, i dati della cassa previdenziale, con TC22 (INPS) come tipo di partenza: è il punto d'arrivo di come le ore lavorate diventano una fattura elettronica. Se usi il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate, parti dal template per i forfettari.
  3. Segna la data in cui ogni fattura viene pagata: è il dato da cui partono l'imposta sostitutiva e il conto del limite degli 85.000 euro, non la data di emissione.

Domande frequenti sulla fattura elettronica del forfettario

Dal 1º gennaio 2024 tutti i forfettari la emettono, qualunque sia l'importo dei ricavi. L'articolo 18 del D.L. 36/2022 ha tolto l'esonero in due tempi: dal 1º luglio 2022 per chi nell'anno precedente aveva ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, oltre 25.000 euro, e dal 1º gennaio 2024 per tutti gli altri.

Sì. L'Agenzia delle Entrate mette a disposizione una procedura web gratuita nel portale Fatture e Corrispettivi e, per i forfettari, un template con i campi del regime già precompilati, nella sezione «Fatturazione elettronica e Conservazione», box «Generazione da template». I campi da controllare restano quelli descritti in questo articolo.

Al posto della partita IVA si indica il codice fiscale del cliente e, come codice destinatario, 0000000. Il resto non cambia: regime RF19, natura N2.2, dicitura del regime e bollo se la fattura supera 77,47 euro. I dettagli sono nella guida al codice destinatario per i clienti privati.

No. L'articolo 1, comma 212, della legge 662/1996 dice che i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata «hanno titolo» ad addebitare ai committenti il 4% dei compensi lordi: è una facoltà. Se la addebiti, in fattura va nei dati della cassa previdenziale, con aliquota IVA 0 e natura N2.2, e si somma alle righe nel riepilogo.

L'imposta non si calcola fattura per fattura. A fine anno gli incassi si moltiplicano per il coefficiente di redditività dell'attività, si tolgono i contributi previdenziali versati e sul risultato si applica l'imposta sostitutiva del 15%, o del 5% per le nuove attività con i requisiti (art. 1, commi 64 e 65, legge 190/2014). Il conto passo per passo è nella guida su come si calcola l'imposta sostitutiva.

Conta l'incasso. Il reddito del forfettario si calcola sui ricavi e sui compensi percepiti nell'anno, moltiplicati per il coefficiente di redditività: è il principio di cassa (art. 1, comma 64, legge 190/2014). Una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio entra quindi nei conti dell'anno in cui arriva il pagamento, non in quelli dell'anno in cui è stata emessa.

La fattura del forfettario si imposta una volta sola

Se a ogni fattura ricopi a mano natura, diciture e bollo, prima o poi uno manca e lo ritrovi in uno scarto o nell'elenco B del trimestre. Conviene che la fattura nasca con i dati del regime già al loro posto.

Prova di 14 giorni, la carta serve per attivare la sottoscrizione, la disdetta si fa in autonomia e l'accesso resta fino alla fine del periodo pagato.

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