Codice destinatario per i privati: quando si usa 0000000 e cosa consegnare al cliente

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Per un privato consumatore finale il codice destinatario è 0000000: in fattura si compila solo il codice fiscale, senza partita IVA. La fattura va nell'area riservata del cliente sul sito dell'Agenzia delle Entrate, consultabile con SPID, CIE o CNS, e il fornitore gli consegna una copia su carta o in PDF, salvo rinuncia. Cosa cambia se il privato comunica una PEC e rispetto a un'azienda che non ha dato il codice.

A un privato non chiedi nessun codice: scrivi 0000000, il suo codice fiscale e consegnagli una copia

Quali campi si compilano, dove il cliente trova l'originale, quando si usa la sua PEC e cosa cambia rispetto a un'azienda che non ti ha dato il codice.

Qual è il codice destinatario per i privati?

Per un privato consumatore finale il codice destinatario è 0000000, sette zeri, e fra i dati del cliente si compila solo il codice fiscale, lasciando vuota la partita IVA (provvedimento dell'Agenzia delle Entrate 433608/2022, punto 3.4, lettera c). Codice destinatario, codice SDI e codice univoco sono tre nomi dello stesso dato, spiegato nella guida su cos'è il codice destinatario e dove si trova: i 7 caratteri che dicono al Sistema di Interscambio (SdI) dove consegnare la fattura. Al privato quel codice non serve: il SdI mette la fattura nella sua area riservata del sito dell'Agenzia, e tu gli consegni una copia su carta o in PDF, salvo che vi rinunci (art. 1, comma 3, d.lgs. 127/2015). Se è lui a chiederti di riceverla alla sua PEC, la PEC va nel campo PECDestinatario. Il codice fiscale del privato si salva una volta nella scheda del cliente, ed è da lì che parte il percorso dai dati del cliente alla fattura elettronica.

In sintesi

  • Privato consumatore finale: CodiceDestinatario 0000000 e il solo campo CodiceFiscale (1.4.1.2), senza IdFiscaleIVA (provvedimento 433608/2022, punto 3.4, lettera c; specifiche tecniche 1.9.1).
  • La fattura è messa a disposizione nell'area riservata del privato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, e per lui la data di ricezione è quella della messa a disposizione (punto 4.7).
  • Il fornitore consegna al privato una copia informatica o analogica, avvisandolo che l'originale è nell'area riservata; è il privato che può rinunciarvi (art. 1, comma 3, d.lgs. 127/2015).
  • Il privato non deve avere né PEC né codice, e dal 20 marzo 2024 vede le proprie fatture senza aderire a nessun servizio, entrando con SPID, CIE o CNS (provvedimento 105669/2024).
  • Un codice fiscale inesistente fa scartare la fattura (errore 00306), che si considera non emessa (punti 2.4 e 4.1). Regole in vigore alla data di questo articolo, 19 settembre 2026.

Quali campi si compilano nella fattura elettronica a un privato?

La fattura a un privato è una fattura elettronica come le altre e passa sempre dal SdI: cambiano solo i dati del cliente e il campo del recapito. Il SdI controlla che il codice fiscale del cliente esista in Anagrafe Tributaria, quindi un errore di battitura non passa inosservato. Ecco cosa si scrive, campo per campo, secondo le specifiche tecniche 1.9.1 dell'Agenzia delle Entrate. I dati del cliente stanno nel blocco CessionarioCommittente: perché si chiama così, e chi è il cedente, lo spiega la guida su chi sono cedente, cessionario e committente.

  • CodiceDestinatario: 0000000

    Sette zeri nel campo 1.1.4. È il valore previsto per il consumatore finale dal provvedimento 433608/2022 (punto 3.4, lettera c): la fattura va nell'area riservata del cliente.

  • CodiceFiscale: quello del privato

    Campo 1.4.1.2, da 11 a 16 caratteri. Il SdI ne verifica la presenza in Anagrafe Tributaria: se non risulta, la fattura è scartata con errore 00306.

  • IdFiscaleIVA: vuoto

    Il blocco 1.4.1.1 della partita IVA non si compila: per il consumatore finale la lettera c del punto 3.4 chiede il solo codice fiscale.

  • PECDestinatario: di solito vuoto

    Si compila solo se il privato ti chiede di ricevere la fattura alla sua PEC: con 0000000 e la PEC il SdI la recapita lì (punto 3.4, lettera b; specifiche 1.9.1, par. 1.5.5).

  • Nessun identificativo: scarto

    Almeno uno fra partita IVA e codice fiscale del cliente è obbligatorio: se mancano entrambi, il SdI scarta il file con errore 00417.

  • Privato estero: XXXXXXX

    Per chi non è stabilito in Italia il codice è XXXXXXX, con il Paese e un identificativo del cliente nei dati fiscali e il codice fiscale vuoto (specifiche, par. 2.1.1; FAQ dell'Agenzia n. 63).

Dove trova la fattura il privato e cosa gli devi consegnare?

01

Trasmetti la fattura con 0000000

Il SdI la mette nell'area riservata del cliente

Con il solo 0000000 e il codice fiscale, il SdI recapita la fattura mettendola a disposizione nell'area riservata del privato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, e ne rende disponibile un duplicato anche nella tua. Per il privato la data di ricezione coincide con quella di messa a disposizione (provvedimento 433608/2022, punto 4.7, come sostituito dal 105669/2024).

02

Consegna subito la copia

Su carta o in PDF, anche via email

È la cosiddetta copia di cortesia, che per un consumatore finale è prevista dalle regole: il fornitore consegna «direttamente» al cliente una copia informatica o analogica e gli dice, nello stesso momento, che l'originale è nella sua area riservata (punto 3.4, lettera c). La legge lascia al privato la facoltà di rinunciarvi (art. 1, comma 3, d.lgs. 127/2015). Sulla copia l'Agenzia consiglia una dicitura come «copia analogica della fattura elettronica inviata al SdI» (FAQ n. 98).

03

Il privato la consulta online

Con SPID, CIE o CNS, senza adesioni

Dal 20 marzo 2024 il consumatore finale vede le fatture ricevute nella propria area riservata senza aderire a un servizio (provvedimento 105669/2024). Il percorso indicato dall'Agenzia è Servizi → Consultazioni e Ricerca → Fatturazione Elettronica, sezione «Le tue fatture». Le fatture restano consultabili fino al 31 dicembre del secondo anno successivo alla ricezione; i dati riepilogativi, più a lungo.

04

La copia vale anche per il fisco

Il privato non deve gestire file XML

Secondo le FAQ dell'Agenzia delle Entrate, la copia consegnata al consumatore finale è perfettamente valida ai fini fiscali, e il privato non ha alcun obbligo di acquisire e gestire la fattura elettronica. La consultazione online è personale: il privato non può delegarla a un intermediario, neppure al proprio commercialista.

Tre clienti senza codice, tre fatture con 0000000: un esempio

Un professionista emette lo stesso giorno tre fatture: a un privato che gli ha dato solo il codice fiscale, a un privato che preferisce riceverla alla sua PEC e a un'azienda che non gli ha comunicato né codice né PEC. I clienti sono inventati per l'esempio. In tutte e tre il campo CodiceDestinatario contiene 0000000; cambiano i dati del cliente, il percorso della fattura e quello che il fornitore deve fare dopo.

1. Privato con codice fiscale

In fattura: 0000000 e il solo codice fiscale. La fattura è nell'area riservata del privato dal giorno della messa a disposizione, che vale come data di ricezione. Il fornitore gli consegna la copia e gli dice dove trovare l'originale (punti 3.4, lettera c, e 4.7).

2. Privato che indica la PEC

In fattura: 0000000, il codice fiscale e la PEC nel campo PECDestinatario. Il SdI recapita la fattura alla PEC (punto 3.4, lettera b). La legge prevede la copia per ogni consumatore finale, salvo che vi rinunci (art. 1, comma 3, d.lgs. 127/2015).

3. Azienda senza codice né PEC

In fattura: 0000000 e la partita IVA. La fattura va nell'area riservata dell'azienda e il fornitore deve avvisarla per vie diverse dal SdI, anche con una copia; per lei la data di ricezione è quella della presa visione (punto 3.4, lettera e, e punto 4.6). Se ha registrato un indirizzo telematico, il SdI consegna lì. Prima di arrivarci, vedi cosa fare quando un'azienda non ti dà il codice.

Quali errori si fanno quando si fattura a un privato?

Il consumatore finale non è obbligato a ricevere la fattura elettronicamente né a fornire una PEC (FAQ dell'Agenzia delle Entrate sulle fatture ai consumatori finali). Non esiste un codice destinatario «del privato» da cercare: si scrive 0000000 e si emette. Una persona fisica senza partita IVA non può nemmeno registrare un indirizzo telematico su Fatture e Corrispettivi.

Il SdI verifica che il codice fiscale del cliente esista in Anagrafe Tributaria: se non risulta, scarta il file con errore 00306, e la fattura scartata si considera non emessa, quindi va corretta e trasmessa di nuovo (provvedimento 433608/2022, punti 2.4 e 4.1). Conviene farselo dare per iscritto invece di trascriverlo a voce.

Con 0000000 la fattura arriva solo nell'area riservata, che il privato potrebbe non aprire mai. Il provvedimento chiede al fornitore di consegnargli comunque una copia informatica o analogica e di dirgli dove trovare l'originale (punto 3.4, lettera c): per l'Agenzia va bene anche un PDF inviato per email.

Chi invia i dati delle spese sanitarie al Sistema tessera sanitaria non può emettere via SdI le fatture i cui dati vanno a quel sistema (art. 10-bis D.L. 119/2018); il divieto vale anche per gli altri operatori sanitari sulle prestazioni sanitarie rese a persone fisiche (art. 9-bis, comma 2, D.L. 135/2018). In questi casi la fattura resta cartacea.

Il vecchio caso a parte che mandava il solo 0000000 ai clienti forfettari, minimi e produttori agricoli è soppresso dal 20 marzo 2024 (provvedimento 105669/2024), e riguardava comunque clienti con partita IVA, non i privati. Se sei tu il forfettario che fattura a un privato, il codice non cambia: 0000000 e codice fiscale. Da controllare, con qualunque cliente, è l'imposta di bollo: ecco quando va il bollo sulla fattura elettronica.

Cosa fare adesso

  1. Per ogni cliente privato fatti dare il codice fiscale per iscritto e salvalo una volta nella sua scheda, invece di ricopiarlo a ogni fattura. In OreFattura si può fatturare a privati con codice fiscale italiano: la fattura esce con il solo codice fiscale, senza identificativo IVA, e con il codice destinatario 0000000, mentre i privati esteri senza partita IVA restano fuori dal perimetro. Ecco come i dati del cliente arrivano nella fattura elettronica.
  2. Prepara un messaggio standard per la copia: il PDF della fattura e una riga che dica al cliente che l'originale è nella sua area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate, sezione «Le tue fatture».
  3. Se un privato ti chiede di ricevere le fatture alla sua PEC, annotala nella scheda cliente e scrivila nel campo PECDestinatario, lasciando 0000000 come codice destinatario.

Domande frequenti sul codice destinatario per i privati

No, la fattura si emette comunque in formato elettronico tramite il SdI. Il privato però riceve una copia su carta o in PDF, che per l'Agenzia delle Entrate è perfettamente valida ai fini fiscali, e non deve gestire il file XML (art. 1, comma 3, d.lgs. 127/2015; FAQ dell'Agenzia sulle fatture ai consumatori finali). Tutto il percorso, dalla compilazione all'invio, è nella guida su come si fa una fattura elettronica.

No. Il servizio di registrazione dell'indirizzo telematico è per i titolari di partita IVA e, dal 20 marzo 2024, per i soggetti diversi da persona fisica senza partita IVA (provvedimento 433608/2022, punti 3.2 e 8.1-bis). La persona fisica riceve nella propria area riservata, oppure alla PEC se la comunica al fornitore.

Come a un consumatore finale: codice fiscale del condominio o dell'ente nei dati del cliente, 0000000 se non ti ha comunicato un indirizzo, e copia con la dicitura «copia della fattura elettronica trasmessa al Sistema di Interscambio» (FAQ dell'Agenzia delle Entrate). A differenza del privato, condomini ed enti possono comunicare una PEC o un codice destinatario, o registrarli: se registrati, il SdI consegna lì (punto 8.1-bis).

XXXXXXX, sette X, il valore previsto per le fatture verso soggetti non stabiliti in Italia (specifiche tecniche 1.9.1, par. 2.1.1). Nei dati fiscali del cliente si indicano il codice del Paese, diverso da IT, e un identificativo della persona, lasciando vuoto il codice fiscale (FAQ dell'Agenzia n. 63). Con il Paese IT il file è scartato con errore 00313.

No. La consultazione delle fatture ricevute da un consumatore finale non è delegabile a un intermediario, commercialisti compresi: il privato le consulta da sé, con SPID, CIE o CNS (FAQ dell'Agenzia delle Entrate; provvedimento 105669/2024). Al commercialista può girare la copia ricevuta dal fornitore. Dove si trovano le fatture nell'area riservata, e perché non sono nel cassetto fiscale, lo spiega la guida su dove trovare le fatture elettroniche e il cassetto fiscale.

Il codice del cliente, scritto una volta sola

Se ogni fattura comincia con la ricerca del codice destinatario o della PEC del cliente in una vecchia email, lo scarto è sempre a un carattere di distanza. Prova a far partire la fattura dalle ore lavorate e dai dati del cliente già salvati.

Prova di 14 giorni, la carta serve per attivare la sottoscrizione, la disdetta si fa in autonomia e l'accesso resta fino alla fine del periodo pagato.

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