Codice SDI: cos'è il codice destinatario (o codice univoco) e dove si trova
Il codice SDI, detto anche codice destinatario o codice univoco, è il valore di 7 caratteri che dice al Sistema di Interscambio su quale canale consegnare una fattura elettronica. Chi lo assegna, dove trovi il tuo, cosa si scrive quando il cliente ha solo la PEC o non ha un codice (0000000), cosa succede se è sbagliato e perché conviene registrare l'indirizzo telematico su Fatture e Corrispettivi.
Il codice destinatario non identifica chi riceve: dice al Sistema di Interscambio dove consegnare la fattura
Cos'è, chi lo assegna, dove trovi il tuo, cosa scrivere quando il cliente ha solo la PEC o nessun codice, e perché conviene registrarlo una volta su Fatture e Corrispettivi.
Cos'è il codice SDI, o codice destinatario?
Il codice SDI è il codice destinatario: un valore alfanumerico di 7 caratteri che, scritto nel campo CodiceDestinatario della fattura elettronica, dice al Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate su quale canale telematico consegnare il file (specifiche tecniche 1.9.1, par. 2.1.1). «Codice SDI» e «codice univoco» sono due nomi d'uso comune dello stesso dato: nelle regole ufficiali si chiama sempre codice destinatario. Il codice non identifica te, ma il canale di chi riceve per tuo conto, di solito il software o il servizio con cui gestisci le fatture: il SdI lo associa ai canali accreditati in ricezione (provvedimento 433608/2022, punto 2.2). Chi non ha un codice riceve alla PEC: in fattura si scrive 0000000 e la PEC va nel campo PECDestinatario. Il codice del cliente si salva una volta nella sua anagrafica, ed è da lì che parte il percorso dai dati del cliente alla fattura elettronica.
In sintesi
- Codice destinatario, codice SDI e codice univoco sono lo stesso dato: 7 caratteri alfanumerici che identificano il canale su cui il SdI consegna la fattura (specifiche tecniche 1.9.1).
- Il codice lo associa il SdI ai canali accreditati in ricezione: il tuo te lo comunica chi ti fornisce il servizio di ricezione delle fatture.
- Cliente con sola PEC: 0000000 più la PEC nel campo PECDestinatario. Consumatore finale, o cliente con partita IVA che non ha comunicato né codice né PEC: solo 0000000, e la fattura va nella sua area riservata del sito dell'Agenzia (provv. 433608/2022, punto 3.4).
- Un codice inesistente fa scartare la fattura, che si considera non emessa e va corretta e ritrasmessa (punti 2.4 e 3.4).
- Chi registra il proprio indirizzo telematico su Fatture e Corrispettivi riceve sempre lì, qualunque codice o PEC scriva il fornitore (punti 3.3 e 8.1). Regole in vigore alla data di questo articolo, 19 settembre 2026.
Cosa si scrive nel campo CodiceDestinatario, caso per caso?
Il campo CodiceDestinatario della fattura non resta mai vuoto: contiene un codice di 7 caratteri o uno dei valori convenzionali previsti dal provvedimento 433608/2022, punto 3.4. La differenza con la PEC è di canale: il codice destinatario porta la fattura a un canale telematico accreditato al SdI, la PEC a una casella di posta certificata. Per il SdI sono entrambi un «indirizzo telematico», e il cliente può usare l'uno o l'altro. Ecco cosa si scrive in ogni situazione.
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Cliente con codice destinatario
Si scrivono i 7 caratteri comunicati dal cliente, per esempio ABC1234. Identificano il canale web service o SFTP del servizio con cui riceve (lettera a).
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Cliente con sola PEC
CodiceDestinatario 0000000 e la PEC del cliente nel campo PECDestinatario (lettera b). Le caselle PEC del SdI non sono ammesse: la fattura è scartata con errore 00330.
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Consumatore finale
Solo 0000000 e, fra i dati del cliente, il solo codice fiscale senza partita IVA. La fattura va nella sua area riservata e il fornitore gli consegna una copia (lettera c).
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Partita IVA senza indirizzo comunicato
Solo 0000000: la fattura è messa a disposizione nell'area riservata del cliente, e il fornitore deve avvisarlo per vie diverse dal SdI, anche con una copia (lettera e).
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Cliente estero
XXXXXXX, sette X, per le fatture verso soggetti non stabiliti in Italia, con il codice del Paese estero nei dati fiscali del cliente (specifiche tecniche, par. 2.1.1).
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Cliente che ha registrato l'indirizzo
Se il cliente ha registrato PEC o codice su Fatture e Corrispettivi, il SdI consegna lì, qualunque codice o PEC ci sia in fattura (punto 8.1).
Come si registra il proprio codice destinatario su Fatture e Corrispettivi?
Scegli dove vuoi ricevere
Un codice destinatario oppure una PEC
Se ricevi le fatture con un software o un servizio, il codice destinatario è quello del suo canale e te lo comunica chi ti fornisce il servizio. Se preferisci la PEC, può essere intestata a te o a chi riceve per tuo conto. Il valore 0000000 non si può registrare (FAQ dell'Agenzia n. 109 del 19 luglio 2019).
Entra nell'area riservata di Fatture e Corrispettivi
Con SPID, CIE, CNS o credenziali Fisconline/Entratel
È il portale gratuito dell'Agenzia delle Entrate in cui si consultano anche le fatture elettroniche emesse e ricevute. L'operazione può farla anche un intermediario a cui hai delegato i servizi di fatturazione elettronica. Perché le fatture stanno qui e non nel cassetto fiscale lo spiega la guida su cassetto fiscale e consultazione delle fatture.
Registra l'indirizzo telematico
Nel riquadro «Fatturazione elettronica e Conservazione»
Il servizio si chiama «Registrazione dell'indirizzo telematico dove ricevere tutte le fatture elettroniche»: inserisci il codice destinatario o la PEC. Se avevi già registrato un indirizzo, puoi eliminarlo e registrarne uno nuovo, per esempio quando cambi il servizio con cui ricevi.
Comunicalo comunque ai fornitori
Oppure mostra il QR Code della partita IVA
Il servizio «Generazione QR Code partita IVA» crea un biglietto da visita digitale con partita IVA, dati anagrafici e indirizzo registrato, da mostrare al fornitore. Chi usa una procedura dell'Agenzia o un software abilitato lo legge e riporta i dati in fattura in automatico.
Perché conviene: dopo la registrazione il SdI recapita le fatture e le note di variazione intestate alla tua partita IVA sempre all'indirizzo registrato, anche se il fornitore scrive in fattura un altro codice o un'altra PEC (provvedimento 433608/2022, punti 3.3 e 8.1). Un codice vecchio o diverso scritto da un fornitore non manda le tue fatture altrove. Il servizio è per i titolari di partita IVA e, dal 20 marzo 2024, anche per i soggetti diversi da persona fisica senza partita IVA (provvedimento 105669/2024). Un privato non registra un indirizzo: le sue fatture sono nella sua area riservata del sito dell'Agenzia.
Tre fatture, tre casi: un esempio con codici fittizi
Un professionista emette tre fatture nello stesso giorno: a un'azienda che gli ha comunicato il codice destinatario, a uno studio che riceve solo alla PEC e a un privato. Il codice ABC1234 è inventato per l'esempio e non va usato in una fattura vera. Cambia solo quello che si scrive nel campo CodiceDestinatario, e con esso il percorso della fattura.
1. Azienda con codice ABC1234
In fattura: CodiceDestinatario ABC1234. Il SdI consegna sul canale corrispondente e manda al fornitore una ricevuta di consegna con la data di ricezione. Con un codice inesistente arriverebbe invece una ricevuta di scarto.
2. Studio con sola PEC
In fattura: 0000000 e la PEC dello studio in PECDestinatario. Se la casella è piena, il SdI mette la fattura nell'area riservata dello studio e manda al fornitore una ricevuta di impossibilità di recapito: tocca al fornitore avvisare lo studio.
3. Privato con codice fiscale
In fattura: 0000000 e il solo codice fiscale del cliente. La fattura è nella sua area riservata dal giorno della messa a disposizione, e il fornitore gli consegna una copia in PDF o su carta, dicendogli dove trovare l'originale.
Cosa succede se il codice destinatario manca o è sbagliato?
Se il valore del campo CodiceDestinatario non esiste, il SdI invia al trasmittente una ricevuta di scarto (errore 00311, codice non valido). La fattura scartata si considera non emessa: va corretta e trasmessa di nuovo (provvedimento 433608/2022, punti 2.4 e 3.4).
Il SdI consegna all'indirizzo che legge in fattura, anche se non è riconducibile al cliente, e l'Agenzia non risponde di un indirizzo compilato male dal fornitore (punto 3.5). Il codice del vecchio software del cliente, se ancora attivo, porta la fattura lì. Prima di emettere conferma il codice con il cliente, a meno che non abbia registrato l'indirizzo su Fatture e Corrispettivi: ecco come chiedere il codice destinatario a un cliente.
Con 0000000 e senza PEC la fattura finisce nell'area riservata del cliente. Il fornitore è tenuto ad avvisarlo per vie diverse dal SdI, per esempio con un'email o una copia della fattura. Per un cliente con partita IVA, ai fini fiscali la fattura si considera ricevuta quando la prende in visione (punto 4.6).
Il provvedimento prevedeva un caso a parte per forfettari, minimi e produttori agricoli, con il solo 0000000. Dal 20 marzo 2024 quella regola è soppressa (provvedimento 105669/2024): se il cliente forfettario ti ha dato un codice destinatario o una PEC, si usano quelli, come per chiunque.
Cosa fare adesso
- Chiedi a chi ti fornisce il servizio di ricezione il tuo codice destinatario, oppure scegli la PEC, e registralo su Fatture e Corrispettivi: da quel momento le fatture dei fornitori arrivano lì anche se qualcuno scrive in fattura un codice o una PEC diversi.
- Per ogni cliente salva nell'anagrafica il codice destinatario o la PEC che ti ha confermato, invece di ricopiarli a mano a ogni fattura. In OreFattura il codice destinatario del cliente sta nella scheda cliente e la fattura lo prende da lì; il tuo, per ricevere le fatture dei fornitori, lo trovi nelle impostazioni di fatturazione. Ecco come i dati del cliente arrivano nella fattura elettronica.
- Quando mandi una fattura con 0000000, avvisa subito il cliente e consegnagli una copia: l'originale è nella sua area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate.
- Con il codice o la PEC del cliente in mano, il resto della fattura segue sempre lo stesso ordine: trovi i passi per fare e inviare la fattura elettronica, dai dati da compilare alla trasmissione al SdI.
Domande frequenti sul codice destinatario
Sì. Codice SDI, codice univoco e codice destinatario indicano lo stesso dato: i 7 caratteri del campo CodiceDestinatario della fattura elettronica. Nelle regole dell'Agenzia delle Entrate il nome è sempre codice destinatario, gli altri due sono nomi d'uso comune. Fa eccezione la Pubblica Amministrazione, dove il codice ha 6 caratteri.
Il codice IPA dell'ufficio destinatario, di 6 caratteri, con il formato di trasmissione FPA12: un codice di 7 caratteri con FPA12 fa scartare il file (errore 00427, specifiche tecniche 1.9.1). Una PA riceve solo tramite i codici IPA associati ai propri uffici (FAQ dell'Agenzia n. 66 del 19 luglio 2019). Per queste fatture valgono le regole del DM 55/2013.
Sì, riceve le fatture elettroniche come qualunque titolare di partita IVA: comunica ai fornitori un codice destinatario o una PEC, oppure li registra su Fatture e Corrispettivi. Come indirizzo registrato il servizio non accetta 0000000 (FAQ n. 109). Gli altri adempimenti che restano al forfettario sono nella guida su cosa deve tenere chi è in regime forfettario.
No. Per un consumatore finale il fornitore scrive 0000000 e indica il solo codice fiscale: la fattura va nell'area riservata del privato sul sito dell'Agenzia delle Entrate e il fornitore gli consegna una copia (provvedimento 433608/2022, punto 3.4, lettera c). Il servizio di registrazione dell'indirizzo telematico è per i titolari di partita IVA e per i soggetti diversi da persona fisica. Tutti i passaggi sono nella guida su come si fattura a un privato senza partita IVA.
Te lo comunica chi ti fornisce il servizio di ricezione delle fatture, perché il codice identifica il suo canale, non la tua partita IVA: i codici dei servizi più diffusi sono nell'elenco dei codici destinatari dei software di fatturazione. Se ricevi alla PEC non hai un codice: ai fornitori comunichi la PEC. Se hai registrato l'indirizzo su Fatture e Corrispettivi, lo gestisci dallo stesso servizio.
Il codice del cliente, scritto una volta sola
Se ogni fattura comincia con la ricerca del codice destinatario o della PEC del cliente in una vecchia email, lo scarto è sempre a un carattere di distanza. Prova a far partire la fattura dalle ore lavorate e dai dati del cliente già salvati.
Prova di 14 giorni, la carta serve per attivare la sottoscrizione, la disdetta si fa in autonomia e l'accesso resta fino alla fine del periodo pagato.