Aprire la partita IVA forfettaria: come si fa, quanto costa e cosa serve per la prima fattura

4 min. lettura

Come si apre la partita IVA nel regime forfettario da persona fisica: modello AA9/12 entro 30 giorni o Comunicazione Unica per le imprese, la casella del forfettario, il codice ATECO e la gestione previdenziale. Quanto costa: all'Agenzia delle Entrate nessun tributo speciale; per artigiani e commercianti diritti camerali, bollo e contributi INPS 2026. Poi la prima fattura elettronica.

All'Agenzia delle Entrate aprire la partita IVA non comporta tributi: i costi dipendono dal tipo di attività

Modello AA9/12 o Comunicazione Unica, scelta del regime forfettario, codice ATECO, contributi: cosa fare e cosa si paga davvero, con le fonti ufficiali aggiornate al 25 settembre 2026.

Quanto costa aprire una partita IVA forfettaria e come si fa?

Aprire la partita IVA all'Agenzia delle Entrate non comporta tributi da pagare: la richiesta e il certificato di attribuzione non sono soggetti a tributi speciali. Il professionista presenta il modello AA9/12 entro 30 giorni dall'inizio dell'attività (art. 35 DPR 633/1972) e nello stesso modello indica che applicherà il regime forfettario. Chi apre un'impresa individuale, come un artigiano o un commerciante, passa invece dalla Comunicazione Unica al Registro delle imprese: qui si pagano diritti di segreteria, imposta di bollo e diritto annuale alla Camera di commercio, e i contributi INPS hanno un importo minimo annuo. Se preferisci che la pratica la segua un professionista, lo studio commercialistico partner si occupa dell'apertura della partita IVA, con un primo colloquio gratuito.

In sintesi

  • La partita IVA si chiede entro 30 giorni dall'inizio dell'attività (art. 35 DPR 633/1972; dal 1º gennaio 2027 art. 68 del Testo unico IVA, D.Lgs. 10/2026).
  • Professionisti e attività senza Registro delle imprese: modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate, online, in ufficio, per raccomandata o via PEC.
  • Imprese individuali, fra cui artigiani e commercianti: Comunicazione Unica, che vale anche per Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL. Alla Camera di Commercio di Roma l'iscrizione costa 18 euro di diritti e 17,50 euro di bollo, più il diritto annuale.
  • Il forfettario non è un'opzione: nell'AA9/12 si comunica di presumere i requisiti. Se lo si dimentica si resta nel regime, ma con una sanzione da 250 a 2.000 euro.
  • Contributi 2026: artigiani e commercianti versano il contributo sul reddito minimale di 18.808 euro; i professionisti senza cassa versano alla Gestione separata il 26,07% del reddito. Dati aggiornati al 25 settembre 2026.

Chi può aprire la partita IVA nel regime forfettario?

Il regime forfettario è riservato alle persone fisiche che esercitano un'impresa, un'arte o una professione (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014). Chi inizia un'attività può accedervi se presume di rispettare i requisiti, e li attesta poi nella dichiarazione dei redditi. Le soglie e le cause di esclusione qui sotto sono quelle della scheda dell'Agenzia delle Entrate aggiornata al 21 luglio 2026; cosa succede quando si superano i ricavi è spiegato nella guida sul limite dei ricavi del regime forfettario. Ogni causa di esclusione, con tre casi concreti e le regole di uscita dal regime, è nella guida sui requisiti del regime forfettario nel 2026.

  • Ricavi fino a 85.000 euro

    Ricavi o compensi dell'anno precedente, ragguagliati ad anno, non superiori a 85.000 euro, sommando tutte le attività con codici ATECO diversi.

  • Spese per lavoro fino a 20.000 euro

    Non più di 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, dipendenti e collaboratori, compresi i compensi ai familiari dell'imprenditore.

  • Redditi da lavoro dipendente

    Escluso chi nell'anno precedente ha avuto oltre 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente o assimilati (35.000 per il 2025 e il 2026), salvo rapporto cessato.

  • Lavoro per l'ex datore di lavoro

    Escluso chi lavora in prevalenza per il datore di lavoro dei due anni precedenti o per soggetti a lui riconducibili, salvo chi inizia dopo il praticantato obbligatorio.

  • Partecipazioni in società

    Escluso chi partecipa a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari, o controlla una srl, con attività riconducibili alla propria.

  • Residenza e regimi speciali

    Esclusi chi usa regimi speciali IVA e i non residenti, salvo chi risiede nell'UE o nello SEE e produce in Italia almeno il 75% del reddito.

Come si apre la partita IVA forfettaria da persona fisica?

01

Scegli il codice ATECO

Dalla classificazione ATECO 2025

Nella dichiarazione di inizio attività va il codice dell'attività svolta in via prevalente, preso dalla classificazione ATECO in vigore. Nel forfettario il codice conta anche per il reddito: a ogni attività corrisponde un coefficiente di redditività, fissato dall'allegato 2 della legge 145/2018.

02

Capisci se serve il Registro delle imprese

Professione o impresa: il canale cambia

Per una professione, con o senza albo, o per un'altra attività che non richiede l'iscrizione al Registro delle imprese si usa il modello AA9/12. Per un'attività d'impresa o artigianale si usa la Comunicazione Unica, una sola pratica telematica che contiene i modelli per Registro delle imprese, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL ed eventualmente la SCIA per lo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP).

03

Indica il regime forfettario nel modello

Quadro B, riquadro «Regimi fiscali agevolati»

Secondo le istruzioni del modello AA9/12, chi presume di avere i requisiti scrive il valore 2 nella casella dei regimi fiscali agevolati e non indica il volume d'affari presunto. La comunicazione serve ai fini anagrafici: il forfettario è un regime naturale, non un'opzione.

04

Presenta la dichiarazione entro 30 giorni

Online, in ufficio, per raccomandata o via PEC

L'AA9/12 si invia online con le credenziali Fisconline o Entratel, anche compilandolo con il software gratuito dell'Agenzia, oppure si consegna in un ufficio su appuntamento, si spedisce per raccomandata con copia del documento o si manda via PEC con oggetto «Dichiarazione di inizio attività». Può trasmetterlo anche un intermediario abilitato. La data di inizio attività non può essere successiva a quella di presentazione.

05

Sistema la posizione previdenziale

Gestione separata, cassa professionale o gestioni INPS

Il professionista senza altra previdenza obbligatoria versa alla Gestione separata dell'INPS; chi è iscritto a un albo con cassa propria segue le regole della sua cassa. Artigiani e commercianti si iscrivono alle gestioni INPS con la Comunicazione Unica e, se forfettari, possono chiedere all'INPS la riduzione dei contributi del 35% (art. 1, commi 77 e 83, L. 190/2014).

Quanto costa aprire una partita IVA: tre casi a confronto

I costi pubblici dipendono da due cose: se l'attività va iscritta al Registro delle imprese e a quale gestione previdenziale si versano i contributi. Gli importi camerali qui sotto sono quelli pubblicati dalla Camera di Commercio di Roma per il 2026 e possono cambiare da una Camera all'altra; i contributi sono quelli delle circolari INPS n. 8 e n. 14 del febbraio 2026. Non sono compresi i compensi di un eventuale professionista.

1. Professionista senza cassa

Modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate: nessun tributo speciale, niente Camera di commercio. I contributi vanno alla Gestione separata dell'INPS in percentuale sul reddito: 26,07% nel 2026 per chi non ha altra previdenza obbligatoria.

2. Professionista iscritto a un albo

Anche qui la partita IVA si apre con l'AA9/12 e all'Agenzia non ci sono tributi da pagare. I contributi seguono le regole della cassa di previdenza della categoria, se ce n'è una: importi e scadenze sono quelli della cassa, non dell'INPS.

3. Artigiano o commerciante

Iscrizione dell'impresa individuale: 18 euro di diritti di segreteria e 17,50 euro di bollo; diritto annuale 2026 di 53 euro in sezione speciale o 120 euro in sezione ordinaria (Roma). Contributo INPS sul minimale: 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti, in quattro rate, riducibile del 35% su domanda per i forfettari.

Quali errori si fanno spesso quando si apre la partita IVA forfettaria?

Chi non lo indica nella dichiarazione di inizio attività non perde il regime, che è naturale, ma rischia una sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euro. Basta il valore 2 nella casella dei regimi fiscali agevolati del quadro B.

Il modello AA9/12 presentato all'Agenzia vale per le professioni e per le attività che non richiedono il Registro delle imprese. Artigiani, commercianti e le altre imprese individuali lo inviano dentro la Comunicazione Unica, che provvede anche all'iscrizione alla Camera di commercio.

Nel forfettario il reddito imponibile si calcola applicando agli incassi il coefficiente di redditività dell'attività, che va dal 40% all'86% secondo il codice. Un codice che non descrive l'attività reale cambia il reddito su cui si paga l'imposta sostitutiva.

L'aliquota ridotta del 5% vale per i primi cinque anni solo se nei tre anni precedenti non si è esercitata un'attività d'impresa, arte o professione e se la nuova attività non prosegue un lavoro dipendente o autonomo già svolto, salvo il praticantato. Negli altri casi l'imposta sostitutiva è del 15%.

La dichiarazione va presentata entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, e la data di inizio indicata non può essere successiva a quella di presentazione del modello. Conviene quindi decidere prima codice ATECO, regime e gestione previdenziale, non dopo la prima fattura.

Cosa fare adesso

  1. Prima della pratica, verifica sull'anno precedente requisiti e cause di esclusione e scegli il codice ATECO guardando il coefficiente di redditività che porta con sé.
  2. Entro 30 giorni dall'inizio presenta il modello AA9/12, o la Comunicazione Unica se apri un'impresa, con il valore 2 nella casella del regime forfettario. Se sei artigiano o commerciante, decidi se chiedere all'INPS la riduzione contributiva del 35%.
  3. Prepara la prima fattura elettronica: regime RF19, IVA a zero con natura N2.2, dicitura della legge 190/2014 e bollo da 2 euro quando è dovuto, come spiega la guida su come si compila la fattura del forfettario. In OreFattura il regime forfettario RF19 è già previsto e la fattura parte verso il Sistema di Interscambio (SdI) con «Invia allo SDI»: è il software per la fattura elettronica dalle ore lavorate.

Domande frequenti sull'apertura della partita IVA forfettaria

No, nessuna norma lo impone. Il modello AA9/12 si compila con il software gratuito dell'Agenzia delle Entrate e si invia dall'area riservata, oppure si consegna in ufficio, si spedisce per raccomandata o si manda via PEC. In alternativa può trasmetterlo un intermediario abilitato, utile se vuoi un aiuto nella scelta di codice ATECO, regime e gestione previdenziale.

Dipende da come si presenta la dichiarazione. Online, il numero è nella comunicazione con cui l'Agenzia attesta la ricezione; via PEC arriva allo stesso indirizzo PEC usato per l'invio; con la Comunicazione Unica lo comunica l'ufficio del Registro delle imprese (art. 35, comma 8, DPR 633/1972). Il numero resta lo stesso fino alla chiusura dell'attività.

No. Il forfettario è un regime naturale: si applica finché ci sono i requisiti, che si attestano ogni anno nella dichiarazione dei redditi. Cessa dall'anno successivo a quello in cui manca un requisito o scatta una causa di esclusione, e già nell'anno in corso se i ricavi o compensi superano 100.000 euro.

No. Il forfettario indica aliquota zero con natura N2.2 e il riferimento all'articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190/2014. L'IVA si versa solo in casi particolari, come gli acquisti in reverse charge o dall'estero. Sulle fatture può invece essere dovuto il bollo: ecco quando si applica la marca da bollo in fattura.

Paga un'imposta sostitutiva del 15% sul reddito, calcolato applicando agli incassi il coefficiente di redditività e togliendo i contributi versati. Per i primi cinque anni scende al 5% se l'attività è davvero nuova, alle condizioni del comma 65. Tre esempi numerici sono nella guida su come si calcola l'imposta sostitutiva.

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