Regime forfettario 2026: requisiti, limiti di 85.000 e 100.000 euro e cause di esclusione
Chi può applicare il regime forfettario nel 2026: incassi del 2025 fino a 85.000 euro, spese per personale fino a 20.000 euro, soglia di 35.000 euro per i redditi di lavoro dipendente, cause di esclusione del comma 57, uscita dall'anno dopo fra 85.000 e 100.000 euro e immediata oltre 100.000. Regole della legge 190/2014 vigenti al 25 settembre 2026 e cosa cambia con il testo unico dal 2027.
Nel 2026 il forfettario si decide con i numeri del 2025, e le regole restano quelle della legge 190/2014
Soglie di accesso, cause di esclusione e uscita dal regime, con le norme vigenti al 25 settembre 2026 e il passaggio al testo unico dal 2027.
Quali sono i requisiti del regime forfettario nel 2026?
Nel 2026 può applicare il regime forfettario la persona fisica con partita IVA che nel 2025 ha incassato ricavi o compensi fino a 85.000 euro e ha speso non oltre 20.000 euro lordi per dipendenti e collaboratori (art. 1, comma 54, L. 190/2014), purché non ricada in una delle cause di esclusione del comma 57. Chi è anche dipendente deve aver percepito nel 2025 redditi di lavoro dipendente fino a 35.000 euro, non 30.000, salvo che il rapporto di lavoro sia cessato: lo prevede l'art. 1, comma 12, della legge 207/2024, esteso al 2026 dalla legge di bilancio 2026. Si esce dal regime subito se nel 2026 si incassano più di 100.000 euro, dall'anno successivo se si resta fra 85.000 e 100.000: il dettaglio è nell'articolo sul limite forfettario 2026 e cosa succede se lo superi. Nelle fonti ufficiali lette non ci sono altre novità per il 2026: valgono i commi 54-89 della legge 190/2014 nel testo vigente al 25 settembre 2026.
In sintesi
- Per entrare o restare nel forfettario nel 2026 servono, nel 2025, incassi fino a 85.000 euro e spese per lavoro dipendente e collaboratori fino a 20.000 euro lordi (art. 1, comma 54, L. 190/2014).
- Per il 2025 e il 2026 il limite dei redditi di lavoro dipendente dell'anno precedente è di 35.000 euro (art. 1, comma 12, L. 207/2024, modificato dall'art. 1, comma 27, L. 199/2025); non conta se il rapporto di lavoro è cessato.
- Sono esclusi, fra gli altri, chi partecipa a società di persone o controlla una SRL con attività riconducibile alla propria e chi lavora prevalentemente per il datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti (comma 57).
- Fra 85.000 e 100.000 euro incassati nel 2026 si esce dal 2027; oltre 100.000 euro si esce subito e l'IVA si applica dall'operazione che fa superare la soglia (comma 71).
- Regole vigenti al 25 settembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 le stesse norme passano agli articoli 232-243 del Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026).
Chi non può applicare il regime forfettario nel 2026?
Anche con incassi sotto gli 85.000 euro, il forfettario è precluso a chi rientra in una delle cause di esclusione elencate dall'articolo 1, comma 57, della legge 190/2014. Se una di queste cause sopraggiunge in corso d'anno, si esce dal regime a partire dall'anno successivo (circolare 32/E del 5 dicembre 2023, par. 1.1).
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Regimi speciali IVA
Chi applica regimi speciali ai fini IVA o regimi forfetari di determinazione del reddito (lettera a).
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Non residenti
Esclusi, salvo i residenti in un Paese UE o SEE con adeguato scambio di informazioni che producono in Italia almeno il 75% del reddito (lettera b).
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Immobili e mezzi nuovi
Chi vende in via esclusiva o prevalente fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi (lettera c).
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Partecipazioni in società
Chi partecipa a società di persone, associazioni o imprese familiari, o controlla una SRL che svolge attività riconducibili alla propria (lettera d).
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Clienti ex datori di lavoro
Chi lavora in prevalenza per il datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti, o per soggetti a lui riconducibili; salvo chi inizia dopo la pratica obbligatoria (lettera d-bis).
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Redditi da dipendente oltre soglia
Chi nell'anno precedente ha percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati oltre 30.000 euro, 35.000 per il 2025 e il 2026; non conta se il rapporto è cessato (lettera d-ter).
Quando si esce dal regime forfettario nel 2026?
Fino a 85.000 euro incassati nel 2026
Resti forfettario anche nel 2027
Se gli altri requisiti restano e non sopraggiunge una causa di esclusione, il regime continua: non ha una durata massima (circolare 32/E, par. 1.1). Per chi è già forfettario la soglia si misura sugli incassi dell'anno, non sulle fatture emesse (par. 2.1).
Fra 85.000 e 100.000 euro
Resti nel 2026, esci dal 1° gennaio 2027
Superare gli 85.000 euro non fa perdere il regime nell'anno in cui succede, ma dall'anno successivo si passa al regime ordinario (art. 1, comma 71, L. 190/2014; circolare 32/E, par. 2.1).
Oltre 100.000 euro
Esci subito, già nel 2026
Il regime cessa dall'anno stesso e l'IVA è dovuta a partire dalle operazioni che comportano il superamento (comma 71). Per l'Agenzia delle Entrate conta l'incasso: l'operazione il cui pagamento fa superare i 100.000 euro va fatturata con IVA sull'intero importo, senza dividerla (circolare 32/E, par. 3.1.1 e 4.1).
Una causa di esclusione nel corso del 2026
Esci dal 1° gennaio 2027
Se nel 2026 viene meno un requisito del comma 54 o si verifica una causa del comma 57, il regime cessa dall'anno successivo (comma 71). L'esempio della circolare 9/E del 10 aprile 2019: chi riceve in eredità quote di una società di persone e non le cede entro la fine dell'anno esce dal forfettario dall'anno dopo.
Tre casi concreti per il 2026
I numeri sono di esempio e applicano le regole vigenti al 25 settembre 2026. In tutti e tre i casi si suppone che non ci siano altre cause di esclusione.
1. Anna: 70.000 euro e uno stipendio
Nel 2025 ha incassato 70.000 euro come professionista e percepito 32.000 euro di stipendio. Gli incassi sono sotto 85.000 euro e lo stipendio sotto la soglia di 35.000 euro valida per il 2026: può applicare il forfettario, se non lavora in prevalenza per il suo datore di lavoro. Con la soglia di 30.000 euro sarebbe rimasta fuori.
2. Marco: 92.000 euro incassati nel 2025
Era già forfettario e nel 2025 ci è rimasto, perché non ha superato 100.000 euro. Nel 2026 però gli manca il requisito degli 85.000 euro: dal 1° gennaio 2026 applica il regime ordinario, con l'IVA in fattura.
3. Giulia: oltre 100.000 euro nel 2026
Ha già incassato 90.000 euro quando svolge un lavoro da 20.000 euro e lo incassa subito: arriva a 110.000 euro. Il forfettario cessa già nel 2026 e quella fattura va emessa con l'IVA su tutti i 20.000 euro, come nell'esempio della circolare 32/E (par. 4.1).
Quali errori fa chi verifica da solo i requisiti del forfettario?
Per chi è già forfettario e per i professionisti la soglia degli 85.000 euro si verifica sugli incassi dell'anno: una fattura di dicembre pagata a gennaio conta nell'anno del pagamento (circolare 32/E, par. 2.1).
Il comma 57, lettera d-ter, riporta ancora 30.000 euro, ma per il 2025 e il 2026 il limite è di 35.000 euro per effetto dell'art. 1, comma 12, della legge 207/2024. Si guardano i redditi di lavoro dipendente e assimilati dell'anno precedente, e la soglia non conta se il rapporto di lavoro è cessato. Chi ha insieme stipendio e partita IVA trova i casi, compreso quello del cliente che è anche il datore di lavoro, nella guida su partita IVA e lavoro dipendente nel forfettario.
Per le società di persone, le associazioni professionali e le imprese familiari basta partecipare per essere esclusi. Per le SRL servono insieme il controllo, diretto o indiretto, e un'attività riconducibile alla propria; nel controllo si contano anche le quote dei familiari, come il coniuge (circolare 9/E del 10 aprile 2019).
Chi supera 100.000 euro di incassi non resta forfettario fino a dicembre: dal pagamento che fa superare la soglia la fattura va con l'IVA e iniziano gli adempimenti del regime ordinario, come liquidazioni e dichiarazione IVA (circolare 32/E, par. 3.1.1).
Il regime forfettario non ha limiti di durata. Ce l'ha solo l'aliquota ridotta del 5%, riservata alle nuove attività per l'anno di inizio e i quattro successivi, alle condizioni dell'art. 1, comma 65, della legge 190/2014.
Cosa fare adesso
- Somma gli incassi del 2025, non le fatture emesse, e le spese per dipendenti e collaboratori: devono restare entro 85.000 e 20.000 euro. Se sei anche dipendente, confronta i redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nel 2025 con la soglia di 35.000 euro.
- Controlla le cause di esclusione che non dipendono dai numeri: quote in società di persone, SRL controllate anche tramite familiari, clienti che sono stati tuoi datori di lavoro. Se il tuo caso non è lineare, puoi far verificare i requisiti a uno studio partner.
- Prepara le fatture del 2026 con i dati del forfettario. In OreFattura il regime forfettario (RF19) porta in fattura la natura N2.2 con il riferimento normativo alla legge 190/2014, la causale di non applicazione della ritenuta e il bollo virtuale da 2 euro sopra 77,47 euro, automatico e disattivabile: è il software per le fatture elettroniche del forfettario.
Domande frequenti sul regime forfettario 2026
Si paga un'imposta sostitutiva del 15% sul reddito, che si ottiene applicando agli incassi il coefficiente di redditività dell'attività e togliendo i contributi previdenziali versati (art. 1, comma 64, L. 190/2014). Per le nuove attività, alle condizioni del comma 65, l'aliquota è del 5% per l'anno di inizio e i quattro successivi. Esempi e scadenze sono nella guida su come si calcola l'imposta sostitutiva.
Sì. Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari, a prescindere dai ricavi (art. 18, commi 2 e 3, D.L. 36/2022). In fattura si indicano il regime RF19, l'IVA a zero con natura N2.2 e il riferimento alla legge 190/2014: il dettaglio è nella guida su come si compila la fattura elettronica del forfettario.
Sì. Chi inizia l'attività entra nel regime dichiarando, nella dichiarazione di inizio attività, di presumere di avere i requisiti (art. 1, comma 56, L. 190/2014). Per un'attività iniziata in corso d'anno il limite si ragguaglia ad anno, e chi sa già di superarlo nell'anno di inizio non può accedere (circolare 32/E, par. 1.1 e 2.1). Modello da presentare, termine di 30 giorni e costi sono nella guida su come aprire la partita IVA forfettaria e quanto costa.
Sì, se la cessione avviene entro la fine dell'anno precedente: in quel caso, secondo la circolare 9/E del 10 aprile 2019, il regime si applica dall'anno successivo. Per il 2026, quindi, le quote dovevano essere cedute entro il 31 dicembre 2025.
Dal 1° gennaio 2027 i commi 54-89 della legge 190/2014 sono abrogati e le stesse regole si trovano negli articoli 232-243 del Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117, art. 377). Le soglie di 85.000 e 100.000 euro restano; la norma che porta a 35.000 euro il limite per i redditi di lavoro dipendente vale per il 2025 e il 2026, e il testo unico vigente al 25 settembre 2026 riporta 30.000 euro.
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